Il granello di senape

Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand’è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero. A differenza del seme di maionese.

Il regno dei cieli è simile a una stampante a getto d’inchiostro che un tecnico collega al tuo computer, stampi la pagina di prova e viene fuori una pagina bellissima, colorata e lucida, poi vai per stampare un documento word e vengono fuori le righe, allora telefoni al tecnico e lui ti dice che la tua occasione l’hai avuta.

Il regno dei cieli è simile al bagno dell’autogrill: vedi l’assembramento all’entrata e maledici il giorno della tua nascita, poi però guardi meglio e la fila c’è solo per il bagno delle donne e capisci quanto siano stati fortunati i maschi a non avere anche loro l’impulso irrefrenabile di perder tempo a dare una mano di straccio dopo aver pisciato.

Ma il regno dei cieli è simile anche agli auricolari che li compri e funzionano perfettamente, li usi due volte e poi funziona solo il sinistro, allora ti chiedi perché non li facciano direttamente con due sinistri.

Il regno dei cieli è simile a un uomo che spende la sua vita dietro a ideali di distruzione e a felicità artificiali, poi cresce e capisce che la vera felicità è nelle piccole cose di ogni giorno e allora comincia a drogarsi pochissimo, ma spesso.

Il regno dei cieli è come uno che non ha mai fumato una sigaretta, poi a quarantadue anni comincia a fumare le sigarette elettroniche perché tanto quelle non fanno male.

Il regno dei cieli, in definitiva, è simile a un tale di nome Raimondo Speziale che abita a Cremona, in via Torino, 23, che di lavoro fa l’agente di commercio multimandatario per una serie di grosse aziende del comparto sanitario, sposato con Loredana e padre di due figli, Luigi, dodici, e Marialuisa, nove, tifoso dell’Inter e appassionato di modellismo: una sega devastante ma con un livello di dettaglio eccezionale.

E comunque è assurdo che la senape non nasca già in tubetti.

per essere un mondo senza alcun senso, senza scopo e senza redenzione, non si mangia neanche male

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